Alessitimia: la difficoltà a riconoscere e gestire le emozioni

da | 2 Lug 2023 | Idee per Tesi di Laurea, Psicologia

L’alessitimia è stata menzionata per la prima volta come costrutto psicologico nel 1976 ed è stata considerata come un deficit di consapevolezza emotiva (Nemiah et al., 1976). Quando una persona ha costantemente difficoltà a identificare o descrivere le proprie emozioni, sta sperimentando l’alessitimia (Sifneos, 1973).

Gli studi dimostrano che l’alessitimia ha due dimensioni: una dimensione cognitiva, in cui un bambino o un adulto fatica a identificare, interpretare e verbalizzare i sentimenti (la parte “pensante” della nostra esperienza emotiva). E una dimensione affettiva, in cui sorgono difficoltà nel reagire, esprimere, sentire e immaginare (la parte “esperienziale” della nostra esperienza emotiva) (Bermond et al., 2007).

Nelle relazioni è fondamentale saper comunicare le emozioni, soprattutto quelle positive, al fine di sentirsi vicini a un’altra persona (Floyd, 2006). Le persone con alessitimia possono evitare le relazioni perché hanno difficoltà nel rapportarsi e a esprimere sentimenti importanti nel momento in cui tentano di farlo (Montebarocci et al., 2004; Qualter et al., 2009). Di conseguenza, gli alessitimici hanno più difficoltà a mantenere e costruire legami, soprattutto le relazioni sentimentali (Eid & Boucher, 2012; Humphreys et al., 2009).

L’alessitimia non è molto conosciuta e non è elencata nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione, revisione del testo (DSM-5-TR), anche se le stime indicano che colpisce circa il 10% della popolazione.

Relativamente alle cause dell’alessitimia, secondo una metanalisi del 2018, le persone affette da alessitimia hanno un volume di materia grigia inferiore in varie regioni cerebrali, tra cui l’amigdala, spesso ritenuta il centro delle emozioni.

Di seguito, alcune possibili cause dell’alessitimia:

  • una patologia mentale;
  • problemi neurologici;
  • lesione cerebrale o un ictus;
  • genetica;
  • evento traumatico o stressante.

Di seguito, le possibili opzioni terapeutiche:

  • Terapia cognitivo-comportamentale (Cognitive-Behaviour Therapy – CBT): è questo uno degli approcci più usati per curare i disturbi psicologici.
  • Psicoterapia di gruppo: l’aspetto interattivo della terapia di gruppo può offrire a bambini e adulti la possibilità di esplorare i propri pensieri e sentimenti e di sperimentare scambi significativi con gli altri. Questa modalità di psicoterapia approfondisce anche il senso di vicinanza con gli altri (Beresnevaite, 2000).
  • Ipnosi e training di rilassamento: Mentre la maggior parte delle psicoterapie utilizza il dialogo come mezzo per ridurre i sintomi dell’alessitimia, l’ipnosi e il training di rilassamento puntano sull’immaginazione guidata e sulle mentalizzazioni per aiutare a migliorare la comprensione emotiva (Gay et al., 2008).
  • Arti espressive: è stato dimostrato che un approccio più formale con un corso di recitazione, danza, arte, musica o terapia del movimento aiuta le persone affette da alessitimia a riconoscere ed esternare i sentimenti (ibidem).
  • Leggere romanzi: il linguaggio per descrivere pensieri, sentimenti, momenti ed esperienze si trova letteralmente nei romanzi. Gli studi suggeriscono che questo è un ottimo modo per imparare il linguaggio espressivo, sviluppare i meccanismi del linguaggio ricettivo e acquisire padronanza nel descrivere una storia o una narrazione personale (Kidd & Castano, 2013).