Disturbo Antisociale di Personalità

da | 8 Lug 2023 | Idee per Tesi di Laurea, Psicologia

Il Disturbo Antisociale di Personalità (Antisocial Personality Disorder – ASPD) è un processo di pensiero disfunzionale profondamente radicato e severo che si concentra su una irresponsabilità sociale con comportamenti di sfruttamento, delinquenziali e criminali senza alcun rimorso. Il disprezzo e la violazione dei diritti altrui sono manifestazioni comuni di questo disturbo di personalità, che presenta sintomi che includono l’inosservanza della legge, l’incapacità di sostenere un’occupazione stabile, l’inganno, la manipolazione a scopo di guadagno personale e l’incapacità di creare relazioni stabili (Black, 2015).

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5) classifica i dieci disturbi di personalità in tre gruppi (A, B e C). Il disturbo antisociale di personalità rientra in uno dei 4 disturbi del cluster B, che comprende anche i disturbi borderline, narcisistico e istrionico. Tutti questi disturbi sono caratterizzati da interazioni drammatiche, emotive e imprevedibili con gli altri (Regier & Kupfer, 2013).

EZIOLOGIA

Sebbene l’eziologia precisa sia sconosciuta, è stato riscontrato che sia i fattori genetici che quelli ambientali svolgono un ruolo nello sviluppo dell’ASPD. I fattori ambientali che si correlano allo sviluppo del disturbo antisociale di personalità includono esperienze infantili avverse (abusi fisici e sessuali, nonché trascuratezza) insieme a psicopatologie infantili (Disturbo della condotta e Disturbo da deficit di attenzione e iperattività) (DeLisi et al., 2019).

Altri studi sottolineano l’importanza di fattori ambientali sia condivisi che non condivisi, comprese le dinamiche familiari e le relazioni con i coetanei sullo sviluppo dell’ASPD. La ricerca si è concentrata sulla definizione dell’esatto gene che contribuisce all’ASPD e molte prove puntano verso la regione 2p12 del cromosoma 2 e la variazione all’interno di AVPR1A. Anche le interazioni di geni specifici con l’ambiente sono state oggetto di studio, con l’evidenza che la variazione del gene del recettore dell’ossitocina (OXTR) contribuisce all’ampia gamma di comportamenti che si manifestano nel disturbo antisociale di personalità a causa del suo effetto sull’influenza dei rapporti devianti con i coetanei (Fragkaki et al., 2019).

ANAMNESI E ESAME FISICO

Prima di eseguire una valutazione psichiatrica completa del paziente, è necessario eseguire un’attenta anamnesi e un esame fisico.  

I criteri diagnostici del DSM-5 per il Disturbo Antisociale di Personalità sono i seguenti:

  • Un modello pervasivo di noncuranza e di violazione dei diritti altrui, dall’età di 15 anni, come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi: 1. mancata conformità alle norme sociali sui comportamenti leciti, come l’esecuzione di atti che sono motivo di un arresto; 2. inganno, menzogna ripetuta, uso di pseudonimi o truffa ai danni di altri per piacere o profitto personale; 3. impulsività o incapacità di pianificare; 4. irritabilità e aggressività, spesso con risse o aggressioni fisiche; 5. noncuranza per la sicurezza di sé o degli altri; 6. irresponsabilità costante, incapacità di mantenere un comportamento lavorativo coerente o di onorare gli obblighi monetari; 7. mancanza di rimorso, indifferenza o giustificazione per aver causato danni, maltrattamenti o furti a terzi.
  • L’individuo ha almeno 18 anni.
  • Evidenza di disturbo della condotta, in genere con esordio prima dei 15 anni.
  • Il comportamento antisociale non si manifesta esclusivamente durante la schizofrenia o il disturbo bipolare.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE

L’ASPD deve distinguersi dai seguenti disturbi:

  • Disturbo da abuso di sostanze: può essere piuttosto complicato capire se l’impulsività e l’irresponsabilità sono il frutto di un disturbo da abuso di sostanze o di un disturbo antisociale di personalità; tuttavia, è possibile sulla scorta di una rivalutazione dell’anamnesi del paziente (compresa l’anamnesi remota), al fine di appurare la presenza o meno di periodi di astinenza. Talvolta, il disturbo antisociale di personalità può essere diagnosticato più agevolmente dopo il trattamento di un coesistente disturbo da abuso di sostanze, anche se la diagnosi può avvenire anche nel momento in cui è presente un disturbo da abuso di sostanze.
  • Disturbo Narcisistico di Personalità: i pazienti sono similmente approfittatori e privi di empatia, ma tendono a non essere aggressivi e ingannevoli come accade nel disturbo antisociale di personalità.
  • Disturbo Borderline di Personalità: i pazienti sono altrettanto manipolatori, ma lo fanno in maniera tale da poter essere supportati, anziché per ottenere ciò che vogliono (ad esempio, il denaro, il potere) come accade, invece, nel disturbo antisociale di personalità.

TRATTAMENTO DELL’ASPD

  • Terapia cognitivo-comportamentale: si è rivelata molto efficace e si basa sul presupposto che il cambiamento degli stati emotivi e dei comportamenti possa concretizzarsi mediante la ristrutturazione delle distorsioni cognitive specifiche dell’individuo con ASPD. Lo scopo precipuo di questa terapia è quello di aiutare il paziente a comprendere il fatto che è lui stesso a generare i suoi problemi e la sua sofferenza e che le sue percezioni distorte non gli permettono di vedere sé stesso e il modo in cui gli altri lo vedono.
  • Trattamento farmacologico: litio (uno stabilizzatore dell’umore), la carbamazepina (un anticonvulsivante) la fluoexetina e la sertralina (antidepressivi), il buspirone (un ansiolitico) e gli antipsicotici. Altri farmaci che palesano una certa efficacia sono le sostanze dirette alla soppressione degli ormoni sessuali, strettamente correlati alla manifestazione dell’aggressività.
    Tuttavia, nella maggior parte dei casi, tali pazienti si oppongono al trattamento farmacologico poiché avvertono una netta riduzione della loro impulsività, interpretandola come aumento della propria vulnerabilità personale.