Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD)

da | 23 Lug 2023 | Idee per Tesi di Laurea, Psicologia

L’ADHD è uno dei più comuni disturbi del neurosviluppo infantile. Di solito viene diagnosticato per la prima volta nell’infanzia e spesso si protrae fino all’età adulta. Infatti, sebbene sia più comunemente riconosciuto nell’infanzia, l’ADHD viene sempre più spesso diagnosticato tra gli adulti, compresi gli studenti universitari e le persone con carriere di successo. I bambini affetti da ADHD possono avere difficoltà a prestare attenzione, a controllare i comportamenti impulsivi (possono agire senza pensare alle conseguenze) o essere eccessivamente attivi.

SEGNI E SINTOMI

Secondo il DSM, l’ADHD può essere definita come “una situazione/stato persistente di disattenzione e/o iperattività e impulsività più frequente e grave di quanto tipicamente si osservi in bambini di pari livello di sviluppo”.

Un bambino con ADHD potrebbe manifestare i seguenti sintomi:

  • Non riuscire a concentrarsi nelle attività che svolge;
  • Manifestare una mancanza di ascolto/attenzione in merito a quello che gli viene detto;
  • Essere eccessivamente attivo (arrampicarsi, correre continuamente ecc…) rischiando anche di correre pericolo inutili;
  • dimenticare o smarrire spesso le cose;
  • agitarsi o dimenarsi;
  • parlare troppo;
  • commettere errori di disattenzione;
  • avere difficoltà a rispettare l proprio turno;
  • avere difficoltà ad andare d’accordo con gli altri.

TIPOLOGIE

L’ADHD si presenta in tre modi diversi, a seconda dei tipi di sintomi che si manifestano con maggiore intensità nell’individuo:

  • Presentazione prevalentemente disattenta: È difficile organizzare o portare a termine un compito, prestare attenzione ai dettagli o seguire istruzioni o conversazioni. La persona si distrae facilmente o dimentica i dettagli della quotidianità.
  • Presentazione prevalentemente iperattiva-impulsiva: La persona si agita e parla molto. È difficile stare seduti a lungo (ad esempio, per un pasto o mentre si fanno i compiti). I bambini più piccoli possono correre, saltare o arrampicarsi continuamente. L’individuo si sente irrequieto e ha problemi di impulsività. Una persona impulsiva può interrompere spesso gli altri, afferrare gli oggetti o parlare in momenti inopportuni. È difficile aspettare il proprio turno o ascoltare le indicazioni. Una persona con impulsività può avere più incidenti e lesioni di altre.
  • Presentazione combinata: I sintomi dei due tipi precedenti sono ugualmente presenti nella persona.

Poiché i sintomi possono cambiare nel tempo, anche la presentazione può cambiare nel tempo.

CAUSE DELL’ADHD

Le cause e i fattori di rischio dell’ADHD sono sconosciuti, ma le ricerche attuali mostrano che la genetica svolge un ruolo importante. Studi recenti collegano i fattori genetici all’ADHD (Faraone et al., 2021).

Oltre alla genetica, gli scienziati stanno studiando altre possibili cause e fattori di rischio, tra cui:

  • Lesioni cerebrali;
  • Esposizione a rischi ambientali (ad es. piombo) durante la gravidanza o in giovane età;
  • Uso di alcol e tabacco durante la gravidanza (alcuni studi lo confermano);
  • Parto prematuro;
  • Basso peso alla nascita;

Le ricerche non supportano l’opinione comunemente diffusa secondo cui l’ADHD è causata dal consumo di troppi zuccheri, dal fatto che i bambini vengono lasciati troppo spesso davanti alla televisione, dall’educazione dei genitori o da fattori sociali e ambientali come la povertà o il disagio familiare. Naturalmente, molti fattori, compresi questi, potrebbero peggiorare i sintomi, soprattutto in alcune persone. Tuttavia, non vi sono abbastanza evidenze per poter affermare che queste sono le cause principali dell’ADHD.

TRATTAMENTO

Il trattamento dell’ADHD può necessitare sia di un approccio terapeutico, seguendo una terapia psico-dinamica, che farmacologico. Il farmaco maggiormente indicato dagli studi per il trattamento farmacologico è il metilfenidato, unitamente a differenti tipologie di anfetamine.

L’approccio terapeutico ottimale nasce dalla capacità dei medici e delle famiglie di essere in grado di elaborare, durante un follow-up prolungato, un puntuale bilancio beneficio-rischio per lo sviluppo del bambino affetto da ADHD. In altre parole, si rivela decisivo riuscire a discernere se ai fini di questo sviluppo sia più favorevole un trattamento farmacologico oppure interventi terapeutici e comportamentali non farmacologici.

In ogni caso, il ricorso al trattamento farmacologico, in ogni caso, dovrebbe essere il risultato di una attenta diagnosi, che si fonda sull’esecuzione da parte del bambino di molteplici test, che consentono di vagliare attentamente tutte le possibilità di ridimensionare al minimo il pericolo derivante dal trattamento stesso e di stabilire l’idoneità terapeutica del farmaco.

LEONARDO DA VINCI AVEVA L’ ADHD?

Leonardo da Vinci ha prodotto alcune delle opere d’arte più iconiche del mondo, ma i documenti storici dimostrano che faticava a completare i suoi lavori.

I ricercatori del King’s College di Londra hanno sostenuto che la spiegazione più plausibile dell’incapacità di Leonardo di portare a termine i progetti era che il grande artista soffrisse di un disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

In un articolo pubblicato nel 2019 sulla rivista BRAIN, il professor Marco Catani ha esposto le prove a sostegno della sua ipotesi, basandosi sui racconti storici delle pratiche di lavoro e del comportamento stesso del Genio dei Geni.

Oltre a spiegare la sua cronica procrastinazione, l’ADHD potrebbe essere stato un fattore che ha contribuito alla straordinaria creatività di Leonardo e ai suoi successi nelle arti e nelle scienze.

Il professor Catani, dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze dell’Università, ha dichiarato che “Anche se è impossibile fare una diagnosi post mortem per una persona vissuta 500 anni fa, sono certo che l’ADHD sia l’ipotesi più convincente e scientificamente plausibile per spiegare la difficoltà di Leonardo a terminare le sue opere (…) I documenti storici mostrano che Leonardo passava troppo tempo a pianificare i progetti, ma mancava di perseveranza (…) L’ADHD potrebbe spiegare alcuni aspetti del temperamento di Leonardo e il suo strano genio imprevedibile“.

Le difficoltà di Leonardo ad attenersi ai compiti erano diffuse fin dall’infanzia. I racconti dei biografi e dei contemporanei mostrano che Leonardo era costantemente in movimento, spesso passando da un compito all’altro. Come molti dei soggetti affetti da ADHD, dormiva pochissimo e lavorava ininterrottamente giorno e notte, alternando rapidi cicli di brevi riposi e periodi di veglia.