Eutanasia e Suicidio Assistito

da | 7 Ago 2023 | Giurisprudenza, Idee per Tesi di Laurea

Il termine eutanasia indica gli interventi medici che prevedono la somministrazione diretta di un farmaco letale al paziente che ne fa richiesta e che rispetta precisi requisiti.

Attualmente in Italia l’eutanasia è considerata reato e rientra nelle ipotesi punite e previste dall’art. 579 c.p. (Omicidio del consenziente) o dall’art. 580 c.p. (Istigazione o aiuto al suicidio).

Al contrario, il suicidio medicalmente assistito in determinati casi e la sospensione delle cure da parte del medico (c.d. eutanasia PASSIVA) rappresentano un diritto inviolabile in base a quanto disposto dalla sentenza della Corte costituzionale del 22 novembre 2019, n. 242 (“Dj Fabo”) e dalla legge 22 dicembre 2017, n. 219.

Affinché possa richiedersi il suicidio medicalmente assistito occorre che vengano rispettate quattro condizioni:

  1. La persona che ne fa richiesta deve essere capace di intendere e di volere;
  2. Deve avere una patologia irreversibile;
  3. Deve essere portatrice di gravi sofferenze fisiche o psichiche;
  4. Deve sopravvivere grazie a trattamenti di sostegno vitale.

Con il suicidio assistito la persona che ne fa richiesta si autosomministra il farmaco letale al fine di porre fine alla sua sofferente esistenza.

La persona malata, in questo caso, deve rivolgersi alla struttura pubblica del SSN, o direttamente o mediante il medico curante, per la verifica dei requisiti essenziali previsti dalla sentenza sopra menzionata.

Una volta appurata la piena cognizione del paziente e la sussistenza dei requisiti richiesti, il fascicolo verrà inviato al comitato etico, soggetto terzo, che appurerà la conformità del caso con quanto stabilito dalla sentenza della Corte costituzionale.

DIFFERENZA TRA EUTANASIA E SUICIDIO ASSISTITO

Ciò che accomuna le due pratiche è la volontà (libera e consapevole) della persona (cosciente e nelle condizioni di capire le conseguenze delle proprie azioni) che ne fa richiesta e l’esito conclusivo (voluto dalla persona).

La differenza concerne le modalità di esecuzione e di coinvolgimento altrui:

  • nel caso del suicidio medicalmente assistito è il paziente ad autosomministrarsi il farmaco letale;
  • nell’eutanasia, invece, è il medico a somministrare il farmaco letale (eutanasia ATTIVA). 

REFERENDUM SULL’EUTANASIA

«Il referendum vuole abrogare parzialmente la norma penale che impedisce l’introduzione dell’Eutanasia legale in Italia. L’omicidio del consenziente, previsto dall’art. 579 c.p. infatti, non è altro che un reato speciale (rispetto a quello di portata generale di cui all’art. 575 c.p. sull’omicidio) inserito nell’ordinamento per punire l’eutanasia».

Dunque, mediante l’intervento referendario, nei desideri degli ideatori, l’eutanasia attiva avrebbe potuto essere permessa solo nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla sentenza di cui sopra; invece, la stessa sarebbe restata punita ove il fatto fosse stato attuato contro una persona incapace, ovvero nei riguardi di un soggetto il cui consenso sarebbe stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.

Detto in altri termini, si voleva far cadere il divieto assoluto dell’eutanasia, rendendola possibile solo per le forme previste dalla Legge n. 219/2017 in materia di consenso informato. L’intenzione era quella di depenalizzare l’omicidio del consenziente.

La Corte costituzionale, però, ha considerato inammissibile il quesito referendario proposto dall’Associazione Coscioni e avallato da altre associazioni perché «a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili».

L’EUTANASIA DOVE È LEGALE E DOVE NON LO È?

SI

L’Olanda è stata il primo paese ha legalizzarla.

Dopo l’Olanda anche il Belgio ha seguito la medesima scia: nel 2003 ha legalizzato l’eutanasia e nel 2016 l’ha estesa ai minori.

Il Lussemburgo nel 2009 ha approvato la legge che legalizza l0eutanasia, divenendo così il terzo Paese dell’Ue a depenalizzarla.

La Spagna nel 2021 ha approvato la legge volta a depenalizzare l’eutanasia attiva; mentre eutanasia passiva e suicidio assistito erano stati già depenalizzati dal 1995.

La Svizzera prevede sia l’eutanasia attiva indiretta sia quella passiva, sia il suicidio assistito.

NO

In Portogallo è vietata sia l’eutanasia attiva sia quella passiva; tuttavia, è consentito a un comitato etico di interrompere i trattamenti più pesanti in determinati casi.

In Germania è proibita l’eutanasia attiva: infatti, l’iniezione letale può essere punita come “uccisione a richiesta”; diversamente, è possibile l’eutanasia passiva solo se sussiste una precisa dichiarazione di intenti.

In Danimarca e Norvegia è considerata illegale ogni forma di eutanasia.

Anche in Svezia è vietata l’eutanasia attiva mentre è accettato il suicidio assistito.

La Finlandia prevede solo l’eutanasia passiva.