Freud e la Sessualità. Concezione Fisiologia e Biologica della Sessualità

da | 19 Lug 2023 | Idee per Tesi di Laurea, Psicologia

ASPETTO FISIOLOGICO DELLA SESSUALITÀ

Per Freud la pulsione sessuale era un qualcosa di fisiologico. Egli concepì questa pulsione come simile a quella della fame, allineandosi a quelli che erano i saperi dell’epoca. Secondo Freud certi processi chimici nel corpo creavano tensione, la quale, a livello conscio veniva percepita come desiderio sessuale, ossia come un desiderio di liberarsi da quella tensione.

Per Freud il piacere sessuale era proprio l’appagamento di tale desiderio: il piacere consisteva nel rimuovere il dispiacere à questo era per Freud il principio di piacere.

Dunque, detto in altri termini, il desiderio sessuale era come una sorta di prurito, importante e continuo e gli esseri umani hanno la propensione a liberarsi di questo prurito, di questa tensione, proprio con l’atto sessuale che va a ridimensionare la tensione, la quale si accumulerà nuovamente; una volta accumulata, l’eccitazione sessuale emerge di nuovo e con l’atto sessuale viene ridimensionata ancora una volta a un livello inferiore di eccitazione.

Quella appena data è senza dubbio una spiegazione meramente fisiologica della pulsione sessuale; invero, da tale prospettiva, l’appagamento più naturale del desiderio sessuale dovrebbe rinvenirsi nella masturbazione, dal momento che non c’è ragione per cui gli uomini e donne dovrebbero fare l’amore se lo scopo era solo quello di liberarsi di una ‘antipatica tensione’ o ‘fastidioso prurito’.

Ebbene, Freud nel dare rilievo all’aspetto fisiologico ha tralasciato un aspetto assai più rilevante, ossia che il desiderio sessuale non consiste nel liberarsi da una tensione o prurito, bensì è principalmente correlato alla basilare polarità maschio/femmina. Freud, inspiegabilmente, non prestò attenzione al fatto che i sessi sono tra loro attratti, come due calamite.

ASPETTO BIOLOGICO DELLA SESSUALITÀ

Dunque, da quanto appena detto si comprende che vi è una concezione biologica della sessualità che si pone in contrasto con quella fisiologica del sesso che apparteneva a Freud.

Infatti, la concezione biologica della sessualità considera quest’ultima come quella pulsione/passione che trova appagamento proprio nella polarità maschio/femmina.

Secondo Erich Fromm Freud ha trascurato l’aspetto biologico della sessualità per due ordini di motivi:

  1. In ragione del suo materialismo fisiologico: il sentimento era considerato solamente il prodotto di un processo chimico endogeno e non della tensione dinamica tra due forze (maschio/femmina);
  2. In ragione della sua ideologia patriarcale: per Freud la donna era null’altro se non un uomo castrato e, pertanto, non era contemplata la libido femminile. Egli, infatti, sosteneva che la libido era solo maschile.

Dunque, ben si comprende che, se la libido era solo del maschio non avrebbe potuto immaginarsi alcuna polarità. Infatti – tentando di allinearsi alla logica di Freud – non poteva sussistere alcuna polarità, semplicemente perché la donna (avendo solo una mancanza, poiché castrata) non aveva alcuna pulsione sessuale e, di conseguenza, non poteva sussistere la polarità tra ‘qualcosa’ e la ‘mancanza di qualcosa’.

Il problema principale è che Freud osservò il sesso con occhi eccessivamente superficiali, considerandolo solo come bisogno fisiologico e non come attrazione erotica, la quale si palesa come grande forza universale che crea vera e propria esigenza negli esseri umani.

Diversamente, il concetto biologico di sessualità, dove quest’ultima viene osservata approfonditamente, evidenzia come l’attrazione sessuale sia assai importante tra le persone.