Gaslighting: Abuso Psicologico e Manipolazione Emotiva

da | 12 Lug 2023 | Idee per Tesi di Laurea, Psicologia

Il gaslighting è una manipolazione emotiva che lascia le vittime confuse e sconfortate e che le porta a dubitare della loro sanità mentale. Il gaslighting è una tattica di potere malevola con la quale “il gaslighter cerca (consapevolmente o meno) di indurre in qualcuno la sensazione che le sue reazioni, le sue percezioni, i suoi ricordi e le sue convinzioni non siano solo sbagliati, ma del tutto privi di fondamento” (Abramson, 2014, p. 2).

Il gaslighting è una tattica di controllo che lascia la vittima avvolta in una nebbia di percezione alterata, dove mette in dubbio le proprie percezioni e i propri ricordi. Creando il caos, i gaslighter detengono tutto il potere nella relazione, mentre le loro vittime diventano sempre più oppresse. Spesso usano la triangolazione, consistente nel parlare attraverso altre persone piuttosto che direttamente, e la scissione, consistente nel creare un punto di rottura tra le persone (Sarkis, 2018).

Il gaslighting manipolativo è descritto anche come un atto di aggiramento delle prove a sostegno della testimonianza della vittima e di etichettatura della vittima come psicologicamente o cognitivamente compromessa (Stark, 2019).

A questo scopo, i gaslighter usano tipicamente affermazioni come “Sei troppo sensibile”, “Sei pazzo”, “Rilassati”, “Hai bisogno di aiuto” e “Stavo solo scherzando”.

Sia per le vittime del gaslighting che per gli specialisti che le curano, esistono diversi accorgimenti efficaci per fermare i comportamenti di gaslighting.

COME VITTIMA

Non è semplice riconoscere i segnali di allarme; infatti, il gaslighting non si verifica d’improvviso. Al contrario, i soggetti che agiscono malevolmente, raggirano e manipolano ripetutamente per logorare le vittime nel corso del tempo. La natura insidiosa del gaslighting lascia in genere le vittime in uno stato di smarrimento e confusione, senza che si accorgano dei fattori che le hanno portate a quel punto. Tuttavia, ci sono segnali precisi che possono indicare le prime tattiche di gaslighting. Ecco alcuni esempi:

  • Tentativi di mettere gli altri contro di voi;
  • Vengono ripetutamente raccontate bugie;
  • Si subiscono critiche in quanto pazzi, eccessivamente sensibili, deboli, sciocchi o inetti;
  • Tentativi di isolamento da amici e familiari;
  • Gli sforzi per comunicare le proprie preoccupazioni in merito a quanto si sta subendo sono inutili.

COME SPECIALISTI

Esistono diversi strumenti per gli specialisti che si occupano di situazioni di gaslighting. Ad esempio, la dottoressa Robin Stern (2018), psicoanalista ed esperta nel trattamento delle vittime di gaslighting, descrive molti passaggi utili, quali:

  • Aiutare il paziente a distinguere la verità dalla distorsione. Questo può essere facilitato dall’uso del diario;
  • Insegnare al paziente a ricorrere a esercizi mentali e a visualizzazioni positive per riorganizzare la propria percezione mentale. Ad esempio, il paziente potrebbe visualizzare come sarebbe la sua vita senza la relazione;
  • Utilizzare tecniche di rilassamento per aiutare il paziente a gestire l’ansia;
  • Insegnare al paziente che è giusto porre fine a una relazione abusiva di gaslighting;
  • Aiutare il paziente ad accettare e a tenere traccia dei propri sentimenti per identificare i fattori scatenanti;
  • Aiutare il paziente a identificare amici e confidenti che lo aiutino a ricevere un sostegno emotivo;
  • Insegnare al paziente a concentrarsi sui propri sentimenti piuttosto che su chi ha ragione o torto;
  • Aiutare il paziente ad accettare che non può controllare i sentimenti degli altri;
  • Insegnare al paziente le tecniche di autocura e di autocompassione.

GASLIGHTING NELLE RELAZIONI

Dal momento che il gaslighting è favorito dall’intimità tra l’abusante e la vittima, spesso si verifica all’interno di relazioni strette (Stern, 2018).

Gli abusanti possono essere di qualsiasi sesso e il gaslighting può avvenire in qualsiasi relazione. Il gaslighting, che le vittime hanno descritto come un qualcosa di “folle”, è particolarmente dannoso nelle relazioni di potere (Sweet, 2019). Ad esempio, se uno dei membri di una coppia è il principale percettore di reddito, detiene il potere sul denaro, che può essere usato come tattica di controllo coercitivo. Il gaslighting è un tipo di abuso narcisistico in cui il perpetratore spesso manca di empatia e possiede un alto livello di legittimazione e caratteristiche antisociali (Arabi, 2019).

Nelle relazioni, i gaslighter ingannano il partner facendogli credere di essere la fonte dei problemi e continuano a criticare, sminuire e maltrattare il partner senza rispondere delle proprie colpe (Arabi, 2019).

GASLIGHTING SUL POSTO DI LAVORO

Poiché sul posto di lavoro sono spesso presenti gerarchie di autorità e differenze di potere, tale contesto fornisce la leva manipolativa ideale per i gaslighter (Abramson, 2014). Ad esempio, un individuo che fa sentire il proprio collega poco competente e fuori luogo può farlo al fine di apparire competente agli occhi del supervisore (una delle tipologie di mobbing lavorativo).

Sarkis (2018) descrive alcuni comportamenti di gaslighting sul posto di lavoro come:

  • Sottrarre il merito del lavoro altrui;
  • Mettere i colleghi l’uno contro l’altro;
  • Dare giudizi negativi immeritati;
  • Molestare o intimidire i colleghi;
  • Inventare storie per far licenziare i colleghi;
  • Minacciare azioni legali.

Come in altri contesti, il gaslighting sul posto di lavoro comporta diversi problemi per le vittime, come ansia, esaurimento, senso di impotenza e dubbi sulle proprie percezioni.

In definitiva, i comportamenti narcisistici sul posto di lavoro, come quelli sopra descritti, sono altamente dannosi, in quanto spesso lasciano le vittime in uno stato di forte angoscia  per il fatto di doversi recare sul posto di lavoro ogni giorno, si sentono alienate rispetto agli altri, sperimentano una debolezza del sistema immunitario, sono infelici e insoddisfatte sul posto di lavoro e registrano alti tassi di assenze dal lavoro (Germain, 2018).

Poiché il gaslighting sul posto di lavoro ha il potenziale di causare un alto livello di pregiudizio sia a livello individuale che organizzativo, sia i datori di lavoro che il personale devono riconoscere tempestivamente quelli che sono i segnali di allarme e intervenire il prima possibile.

IL GASLIGHTING SUI BAMBINI: COME SI PALESA?

Con la loro apparente vulnerabilità e impotenza, anche i bambini possono essere bersaglio di tattiche di gaslighting all’interno della famiglia.

Molti dei modi in cui i genitori mettono in difficoltà i figli sono coerenti con le tattiche usate nei confronti degli adulti, come ridicolizzarli, farli sentire inadeguati, senza valore o non amati e convincerli che non sono normali.

Di seguito sono riportati alcuni esempi (McCleod, 2018; Sarkis, 2018) di come possono manifestarsi il gaslighting infantile e il controllo coercitivo da parte dei genitori:

  • All’interno di famiglie disfunzionali o abusanti, i bambini possono essere incolpati di tutto quello che succede;
  • I bambini possono essere esclusi dalle attività sociali o isolati dagli amici come modo per esercitare il controllo e negare le opportunità di relazioni di supporto;
  • Le aspettative irrealistiche sui compiti e sulle faccende domestiche possono essere usate come un modo per controllare il tempo e la partecipazione dei bambini ad attività piacevoli;
  • I genitori possono creare risentimento e tensione tra fratelli mettendoli l’uno contro l’altro, ad esempio assegnando a un bambino un’etichetta positiva e all’altro una degradante. Anche frasi come “Perché non puoi essere più simile a tuo fratello?” aumentano il rancore;
  • La supervisione e il monitoraggio eccessivi da parte dei genitori (magari con l’uso di software di sorveglianza) possono essere usati per ridurre la privacy e il senso di autonomia del bambino;
  • Ai bambini può essere vietato di esprimere i propri sentimenti o le proprie opinioni;
  • I bambini possono essere privati di servizi sociali come la psicoterapia;
  • Può essere vietato ai bambini di avere amici in casa, impedendo così agli altri di vedere cosa succede in famiglia;
  • I genitori possono controllare i compiti scolastici dei figli, magari vanificandoli e costringendoli a ricominciare da capo, senza un motivo valido;
  • I bambini possono essere privati di risorse essenziali come alcuni alimenti o tecnologie;
  • I genitori possono deridere i bambini;
  • I genitori possono imporre regole eccessive;
  • I genitori possono mostrare una mancanza di considerazione nei confronti delle fasi di sviluppo dei bambini;
  • I genitori possono pretendere il rispetto dei figli senza ricambiarlo.
  • I genitori possono tradire abitualmente le promesse fatte.

Le pratiche genitoriali disfunzionali di cui sopra sono modi comuni per i gaslighter di aumentare il loro controllo manipolativo sui bambini. Inoltre, l’alienazione parentale, in cui un genitore mette il figlio contro l’altro (spesso a seguito di una separazione) come modo per punire l’altro genitore (Sarkis, 2018), è un altro tipo di gaslighting parentale che è eccezionalmente dannoso per i bambini.

È importante notare che, oltre a essere altamente dannosi per i bambini, i comportamenti di gaslighting vengono spesso trasmessi alla generazione successiva. I figli cresciuti dai gaslighter spesso applicheranno queste stesse tattiche nelle loro relazioni, un comportamento che Sarkis (2018) definisce “pulcioso”, ovvero “se ti sdrai con i cani, finirai per avere le pulci”.

È quindi indispensabile interrompere il ciclo del comportamento di gaslighting prima che estenda la sua presa distruttiva su altre potenziali vittime.