L’Azienda Familiare nel Mercato Agroalimentare

da | 8 Mag 2024 | Economia, Idee per Tesi di Laurea

Il fenomeno di inserimento nei mercati internazionali da parte delle imprese familiari italiane è sempre più frequente.

Già dagli anni ’50, l’Italia ha assunto un ruolo predominante, beneficiando dell’adesione all’Unione Europea, della liberalizzazione del commercio nel contesto del GATT e delle opportunità offerte dalle svalutazioni competitive grazie all’introduzione dei cambi flessibili.

Le relazioni commerciali si sono inizialmente concentrate sulle esportazioni verso paesi relativamente vicini, principalmente nell’area europea, per poi gradualmente espandersi verso gli Stati Uniti e la Cina.

La crescente diversificazione dei gusti dei consumatori ha avuto un impatto significativo sulla geografia degli scambi globali, con una maggiore sensibilità verso beni più complessi e a valore aggiunto.

Negli ultimi anni, le PMI familiari hanno dovuto adattare la loro presenza nei mercati esteri nel settore agroalimentare, in risposta a vari fattori esterni, come la politica economica e la crisi mondiale, che hanno influenzato notevolmente la geografia degli scambi internazionali. Non meno rilevanti sono alcune variabili interne, come l’età e le dimensioni dell’impresa, che hanno facilitato questo processo di internazionalizzazione. Tuttavia, le risorse imprenditoriali, manageriali e finanziarie hanno giocato un ruolo fondamentale. Le caratteristiche personali dell’imprenditore, il suo network di relazioni sociali e la sua capacità di riconoscere le opportunità di sviluppo del business su scala internazionale spesso costituiscono le basi per l’espansione verso i mercati globali.

Le dinamiche specifiche di ciascuna azienda, combinate con risorse immateriali come competenze imprenditoriali, tecniche e organizzative, insieme a risorse materiali come quelle finanziarie o infrastrutturali, vengono messe in atto come risposta alle sfide provenienti dall’ambiente esterno. Un passo cruciale compiuto dagli attori delle imprese familiari è stato riconoscere anticipatamente i segnali di cambiamento, interpretandoli come opportunità di sviluppo futuro e traducendoli in azioni concrete.

Le forze ambientali menzionate sono parte degli stimoli esterni che hanno spinto le imprese a espandersi a livello internazionale. La globalizzazione ha fatto entrare le piccole imprese familiari nella catena di approvvigionamento delle grandi aziende, creando le condizioni per una competizione internazionale anche nei mercati nazionali. Tuttavia, le dimensioni limitate tipiche delle imprese familiari spesso portano a cambiamenti organizzativi, strategici e di governance limitati nel contesto dell’attività sui mercati esteri. Questo significa che il modello imprenditoriale di tali aziende tende a restare relativamente immune dalla complessità competitiva generata dai mercati internazionali.

Nel futuro, il settore agroalimentare nazionale potrebbe rischiare di non sfruttare appieno le opportunità offerte dalla crescente domanda globale, a causa delle dimensioni ridotte delle imprese italiane e della mancanza di infrastrutture logistiche e distributive necessarie per promuovere l’espansione internazionale. Questi fattori potrebbero aumentare il rischio di un ampio mercato di prodotti contraffatti “Made in Italy”, in quanto i prodotti genuini potrebbero non raggiungere i mercati con una domanda potenziale.

Nell’attuale contesto, con l’emergere di nuovi attori globali che hanno vantaggi competitivi legati alle economie di scala e all’efficiente divisione del lavoro a livello internazionale, la sopravvivenza e lo sviluppo delle PMI sul palcoscenico internazionale non possono più basarsi solo sull’effetto traino. Deve invece derivare da un processo strategico globale che comporta una ristrutturazione a livello transazionale dell’intero sistema di valore dell’impresa, sfruttando lo sviluppo, il consolidamento, la valorizzazione e l’utilizzo delle risorse interne. Questo implica considerare l’espansione internazionale non solo come una nuova opportunità di mercato o come un mezzo per ridurre i costi, ma anche come un processo per accedere a reti internazionali di conoscenza, innovazione e tecnologia, al fine di potenziare le risorse distintive e, in ultima analisi, il potenziale innovativo dell’impresa.