La Propaganda Fascista

da | 22 Lug 2023 | Idee per Tesi di Laurea, Storia

Il fascismo italiano salì al potere in un momento in cui la comunicazione di massa e la riproduzione grafica divennero assai disponibili ed efficienti; i fascisti usufruirono questi strumenti, capendo astutamente che camuffare la loro ideologia dietro il velo di un linguaggio visivo modernista avrebbe potuto catalizzare l’attenzione degli intellettuali e della classe medio-alta della città.

Il regime fascista, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede dell’Istituto Luce, una società cinematografica italiana creata nel 1924, preparò un grande fondale che mostrava Mussolini dietro una cinepresa, con queste parole sotto: “La cinematografia è l’arma più forte“.

In un Paese in cui il tasso di analfabetismo superava il 35% e pochissime persone leggevano i giornali, il cinema divenne subito un importantissimo mezzo di diffusione delle informazioni, un mezzo di cui il fascismo si sarebbe servito con attenzione quasi ossessiva. Mussolini stesso controllava film e fotografie prima di autorizzarne la pubblicazione.

Nel 1927 nasce il primo cinegiornale di massa italiano, il Giornale LUCE, che fino al 1945 informerà gli italiani nei cinema e nelle piazze di città e paesi di tutto ciò che il regime desiderava far sapere. Inizialmente a cadenza settimanale, i cinegiornali iniziarono ad apparire quasi quotidianamente tra il 1935 e il 1936, durante la guerra d’Etiopia, a seguito delle sanzioni internazionali contro l’Italia, quando la necessità di fare propaganda divenne più forte.

Il fascismo utilizza la propaganda come mezzo per mobilitare la popolazione a sostegno del leader.

PROPAGANDA E CENSURA: BINOMIO PER IL CONTROLLO SOCIALE

La propaganda esaltava le bonifiche e la costruzione di nuove città, dava istruzioni su come evitare le malattie e acclamava i successi della medicina italiana: una lunga serie di documentari mostrava, ad esempio, interventi chirurgici della più diversa natura.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, l’Istituto Luce, insieme agli organi cinematografici dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica, creò il Dipartimento Guerra, con il compito di documentare fotograficamente e cinematograficamente gli eventi bellici. Ciò, stando a quanto scritto in un articolo del luglio 1949 sulla rivista Lo Schermo, doveva avvenire “con l’indiscutibile obiettività della macchina da presa”.

Ovviamente non fu così: tutte le foto furono sottoposte a una censura molto severa, di cui si trovano tracce nelle stampe di molte foto, i cui negativi furono archiviati con la dicitura “riservato”.

Tra il luglio 1943, quando Mussolini fu arrestato, e il settembre successivo, quando i tedeschi lo liberarono sul Gran Sasso, i cinegiornali Luce si schierarono subito con Badoglio e il nuovo governo, proiettando scene di esultanza con i simboli del fascismo abbattuti. Tuttavia, non appena viene fondata la Repubblica Sociale e l’Istituto Luce si trasferisce a Venezia, la propaganda fascista torna a prevalere. Sono gli ultimi mesi di guerra, mesi duri, caratterizzati da bombardamenti e massacri, prima che l’Italia riacquisti la libertà il 25 aprile 1945.

LA PROPAGANDA QUALE MEZZO CHIAVE

La propaganda è stata senza dubbio uno dei mezzi principali con cui il fascismo è riuscito a mantenere il potere per circa un quarto di secolo. Certamente, non si trattò dell’unico mezzo, tenuto conto che prima c’erano state l’intimidazione e la violenza. Il 3 gennaio 1925 Mussolini affermò il suo diritto al potere supremo e soppresse ogni parvenza di vita democratica.

In generale, le dittature hanno sempre fatto un grande uso della propaganda. È il caso di Joseph Goebbels, ministro della Propaganda nella Germania nazista, e dell’Unione Sovietica di Stalin. Joseph Goebbels, maestro oratore e propagandista, è generalmente considerato responsabile della presentazione di un’immagine favorevole del regime nazista al popolo tedesco.

Nel 1928 Hitler affidò a Goebbels l’ulteriore incarico di direttore della propaganda del NSDAP per tutta la Germania. Goebbels iniziò a creare il mito del Führer intorno alla persona di Hitler e a istituire il rituale delle celebrazioni e delle manifestazioni di partito che giocarono un ruolo decisivo nella conversione delle masse al nazismo. Inoltre, diffuse la propaganda continuando il suo rigoroso piano di discorsi.

Ma la propaganda è stata usata anche nelle democrazie. Oggi i social media sono piattaforme molto efficaci per la propaganda politica; sono pervasivi e possono essere pericolosi perché è così facile trasmettere messaggi falsi e non verificati.