Il senso di colpa: psicofisiologia

da | 19 Lug 2023 | Idee per Tesi di Laurea, Psicologia

Due emozioni sociali spesso si intersecano e coesistono con il senso di colpa. Si tratta della vergogna, una valutazione negativa di sé di fronte a un comportamento, a un pensiero o a un sentimento fondamentalmente incongruente con il proprio concetto di sé, e dell’imbarazzo, la consapevolezza di aver perso la stima o la reputazione per aver commesso un errore, un incidente o un passo falso.

L’imbarazzo si distingue dal senso di colpa in tre modi.

  • L’imbarazzo richiede assolutamente la presenza di un ‘osservatore’ o un ‘pubblico’, che sia reale o immaginario, mentre nel senso di colpa ciò non è richiesto.
  • L’imbarazzo è tipicamente percepito come più transitorio e meno intenso del senso di colpa e tende a non evocare ulteriori emozioni negative, come la tristezza o la rabbia.
  • Nell’imbarazzo, l’individuo si assume meno responsabilità per l’atto che ha scatenato il sentimento rispetto, invece, a quanto avviene nel senso di colpa.

La vergogna si distingue dal senso di colpa in tre modi.

  • Nella vergogna, l’attribuzione della colpa è posta sul sé, non sul comportamento assunto; diversamente dal senso di colpa.
  • La vergogna è vissuta come un’emozione psicologicamente più avversativa e più intensa del senso di colpa.
  • La vergogna spinge gli individui a ritirarsi, a negare e a sfogarsi contro gli altri, mentre il senso di colpa spinge a rimediare e risolvere la situazione.

Il senso di colpa è senza dubbio un’emozione complessa ed è congenita in ogni adulto sano. Il senso di colpa ha origine dalla consapevolezza, talvolta errata, di aver commesso un errore e perciò aver fatto del male a qualcuno.

Se da un lato può essere considerata un’emozione positiva perché si correla ad altruismo ed empatia, dall’altro assume contorni negativi nel momento in cui ci si auto-colpevolizza continuamente. In questi casi, infatti, il senso di colpa diventa un nemico che genera rabbia, frustrazione, ansia e tormento limitando notevolmente le sensazioni di gioia, fino ad assumere le fattezze del rimuginio mentale dove si pensa in maniera ripetitiva e negativa a quello che si è fatto. In questo modo il senso di colpa può assumere le caratteristiche di una vera e propria psicopatologia.

TEORIA COGNITIVA DEL SENSO DI COLPA

Da Ua prospettiva cognitiva, il senso di colpa è un’emozione che le persone provano perché sono convinte di aver causato un danno. Secondo la teoria cognitiva, i pensieri portano allo sviluppo delle emozioni. Hoffman ha definito quattro fasi del senso di colpa:

  1. Nell’infanzia, poiché il bambino non ha un senso di identità separato, la presenza del senso di colpa non è teoricamente possibile, ma può essere riscontrata.
  2. Nella prima infanzia, quando il bambino sviluppa un senso di identità personale, ma può non comprendere il senso di identità altrui, il senso di colpa rimane superficiale (fisico) e le emozioni non vengono considerate.
  3. Nella seconda infanzia, invece, si sviluppa la consapevolezza delle emozioni. In questo caso, le emozioni intense possono rendere palese il senso di colpa per aver fatto o non fatto qualcosa.
  4. Infine, nell’adolescenza si sviluppa la consapevolezza di come le proprie azioni personali causino danni non solo ad altri individui, ma anche a una comunità o a un gruppo.

TIPOLOGIE DI COLPA CHE POSSONO ESSERE OSSERVATE CLINICAMENTE IN PSICOTERAPIA

Di seguito, una classificazione del senso di colpa secondo l’adattamento di Tilghman-Osborne e colleghi (2010):

  • Senso di colpa evolutivo: Indica il senso di colpa che può essere riscontrato a diversi livelli di sviluppo durante la crescita umana. Il senso di colpa è stato riscontrato nei neonati, nei bambini, nei ragazzi e negli adolescenti. L’emozione del senso di colpa si sviluppa già all’età di 2-3 anni, e all’età di 8 anni il bambino sviluppa un forte senso di rispetto reciproco per sé e per gli altri, creando così un forte senso di moralità.
  • Senso di colpa per trasgressione morale: È una forma di senso di colpa che si sviluppa quando una persona sente di aver trasgredito le regole fondamentali della moralità che costituiscono la natura umana. È comunemente avvertito dalla maggior parte delle persone nella vita quotidiana, nelle interazioni e nei sentimenti verso gli altri.
  • Senso di colpa per trasgressione sociale: È una forma di senso di colpa che si prova quando non si aderisce alle norme e alle regole sociali e societarie stabilite in una determinata società. Per essere definito come trasgressione sociale, l’individuo che prova il senso di colpa deve credere che le sue azioni abbiano causato danni o colpito la società, la famiglia o l’istituzione in generale. Fare del male a un gruppo di persone che lo stimano porta con sé a questa forma di senso di colpa.
  • Senso di colpa focalizzato su sé stessi: Si tratta di una forma di colpa che nasce come risultato di una valutazione di sé e di una perdita di identità o di autostima. È definito come il senso di colpa dovuto all’auto-rimprovero o alla considerazione negativa di sé.
  • Colpa pubblica/aperta: Lo sviluppo del senso di colpa, in questo caso, prevede il riferimento all’esistenza di un ‘pubblico’ reale o immaginario. Al centro di questo aspetto del senso di colpa c’è la preoccupazione per gli altri o per ciò che gli altri potrebbero pensare. Un esempio di ciò è evidente in una componente del senso di colpa in cui le persone si vedono attraverso gli occhi di coloro che le odiano.
  • Senso di colpa legato al comportamento/attività: Si tratta di una forma di senso di colpa la cui definizione si concentra sul comportamento, sull’attività, sulle azioni o sull’inazione (cioè, il non aver agito quando era necessario agire). Questa componente del senso di colpa è spesso discussa come un atto di commissione o di omissione.
  • Senso di colpa adattativo: È una forma di senso di colpa che aiuta l’individuo a imparare e a crescere e potrebbe portare a un ulteriore miglioramento della sua personalità, in cui impara dai suoi errori e cerca di non commettere gli stessi errori in futuro.
  • Senso di colpa disadattivo: In questo caso, il senso di colpa è un costrutto negativo che porta a risultati problematici. Il senso di colpa disadattivo comporta processi che riducono la motivazione a impegnarsi in comportamenti costruttivi. Se non viene corretto, a lungo andare porta a psicopatologie come la depressione e altri disturbi psichiatrici.
  • Senso di colpa da rimorso: In questo caso, il senso di colpa comporta la costrizione a chiedere scusa o a confessare. In questo caso, l’esperienza del senso di colpa è caratterizzata da rimorso e dolore. Le scuse e la loro accettazione possono servire come mezzo per l’assoluzione del senso di colpa.
  • Senso di colpa da riparazione: La riparazione si riferisce al bisogno di rimediare, aggiustare o fare ammenda per ciò che è stato fatto di sbagliato. Questa componente del senso di colpa implica una spinta a riparare i danni commessi.
  • Senso di colpa simile a un tratto della personalità: L’idea che il senso di colpa sia simile a un determinato comportamento si riferisce a una concettualizzazione in cui la colpa è espressamente dispositiva, cronica e radicata nel carattere. Tali definizioni affermano che il senso di colpa si manifesta in molte situazioni o è duraturo nel tempo. Si può riscontrare nella depressione cronica, nella personalità depressiva e nella distimia.
  • Senso di colpa doloroso: Si tratta di una condizione di disagio, persino visceralmente disturbante. Il senso di colpa è considerato un'”emozione dolorosa” che può essere dannosa e può causare danni fisici e psicologici.
  • Senso di responsabilità: Si tratta di una condizione centrale del senso di colpa, quando la definizione implica la percezione di una responsabilità o di una colpevolezza. Questo senso di responsabilità non deve necessariamente essere plausibile per gli altri (ad esempio, la responsabilità non plausibile è evidente quando i bambini piccoli si sentono responsabili della separazione dei genitori).
  • Colpa specifica: La definizione implica un tipo specifico di colpa. I sottotipi si riferiscono a determinati eventi, emozioni o caratteristiche della personalità. Esempi di tali sottotipi sono il senso di colpa sessuale, il senso di colpa per essere sopravvissuti a un determinato evento, il senso di colpa per la masturbazione, il senso di colpa per la separazione e il senso di colpa per eccesso di potere.
  • Senso di colpa per la vecchiaia/per la fine della vita: In questo caso, il senso di colpa si manifesta per la prima volta in età avanzata, quando la persona sente di aver commesso degli errori per tutta la vita e vuole fare ammenda prima di morire per assolversi dalle sue malefatte.
  • Senso di colpa mestruale: Fenomeno normale nell’adolescenza, in cui le ragazze che sperimentano il ciclo mestruale per la prima volta possono provare un senso di vergogna o di colpa a causa della mancanza di supporto psicologico e di conoscenza della fisiologia e dei processi coinvolti.
  • Senso di colpa collettivo: Si tratta di un fenomeno in cui un intero gruppo di persone o una comunità religiosa può sentirsi in colpa per le azioni sbagliate di una persona che fa parte della propria comunità, come nel caso di un attentato dinamitardo o di un attacco terroristico da parte di alcuni individui.
  • Senso di colpa religioso: Si tratta di un senso di colpa che può svilupparsi in alcune persone a causa della mancata osservanza delle norme religiose o quando un sacerdote o una figura religiosa li fa sentire in colpa per ciò che hanno fatto (ad esempio, durante la confessione).
  • Colpa terapeutica: È una forma di colpa in cui il senso di colpa può essere indotto in un individuo durante la correzione o la psicoterapia, in modo che si senta responsabile delle sue azioni e prenda misure correttive per le stesse.
  • Senso di colpa del terapeuta: Senso di colpa sperimentato dallo psicoterapeuta quando il paziente commette un errore nonostante la terapia o tenta il suicidio durante un corso di psicoterapia. Si tratta di un concetto in cui il terapeuta sente di aver fallito nel dare una terapia adeguata al cliente o di non averlo capito bene.

Talvolta, per riuscire a superare un senso di colpa serve l’aiuto di uno psicoterapeuta, il quale si rivela essenziale specialmente nei casi in cui si coscientizza di non riuscire a farcela da soli.

È fondamentale imparare a elaborare le proprie emozioni e capire che non ci si può sentire in colpa per tutte le scelte che si fanno, avendo a mente che, spesso, non si può e non si deve tornare indietro. Con ciò non si vuol dire che non si deve essere responsabili delle proprie azioni, ma che, alle volte, le azioni che si compiono dipendono da un determinato stato d’animo o dalla voglia di cambiare (relazione sentimentale, lavoro, ecc…) e tale stato delle cose non deve essere avvertito come peso, bensì deve essere letto come un cambiamento, dal momento che la vita è dinamica e tutto è uno scorrere di situazioni, sentimenti, emozioni.

Occorre ascoltare attentamente le proprie emozioni senza pensare che si è da soli a reggere il mondo.

Accettare le proprie decisioni – che siano giuste o meno, tenuto conto che è tutto soggettivo – significa accettarsi per quello che si è e si fa.

Non si può pensare di fare la cosa giusta o quella che è meglio per l’altro.

Forse, bisogna smettere di giudicare e giudicarsi troppo severamente, specialmente quando tale giudizio è paralizzante. L’unica cosa che si può fare è vivere, nella sana consapevolezza che spesso determinate scelte possono far bene a noi e male ad altri. Questo è il gioco della vita.