La Teoria dell’Attaccamento

da | 3 Lug 2023 | Idee per Tesi di Laurea, Psicologia

La Teoria dell’Attaccamento è stata sviluppata da John Bowlby nel XX secolo al fine di comprendere la reazione di un neonato nel momento in cui perdeva il contatto – anche se solo temporaneamente – con la madre; da allora, tale teoria ha condizionato il modo in cui vengono compresi lo sviluppo della personalità e delle relazioni (Bowlby, 1969).

Secondo Bowlby i bambini sono pre-programmati fin dalla nascita a sviluppare attaccamenti e a mantenere la vicinanza con la loro figura di attaccamento primaria, che di solito era la madre, ma che poteva essere qualsiasi persona che assumesse il ruolo di figura materna.

L’autore ha utilizzato il termine “attaccamento” per prendere le distanze, consapevolmente, da termini deficitari come “dipendenza” e “sovradipendenza”, storicamente utilizzati per spiegare quelli che Bowlby ha definito “comportamenti di attaccamento” (Bowlby, 1969). I comportamenti di attaccamento permettono ai bambini di rimanere vicini alla loro figura di attaccamento dimostrando comportamenti di segnalazione come il pianto e il sorriso, oppure comportamenti di avvicinamento come il seguire e l’aggrapparsi (Ainsworth & Bell, 1970).

Le figure di attaccamento secondarie sono persone con cui i bambini sviluppano una stretta relazione di attaccamento, ben conosciute dalla figura di attaccamento primaria (Bowlby, 1969). Differentemente dagli  attaccamenti primari duraturi, Bowlby proponeva che gli attaccamenti secondari potessero variare sia in termini di identità che di quantità e che potessero fornire ai bambini sicurezza in assenza della figura di attaccamento primaria.

FASI DELLO SVILUPPO DELL’ATTACCAMENTO

Bowlby (1969) ha proposto quattro fasi di sviluppo dell’attaccamento che il bambino incontra nei primi tre anni di vita. Ainsworth e colleghi (1979) che hanno lavorato a stretto contatto con Bowlby, hanno ripreso le fasi di sviluppo dell’attaccamento proposte da quest’ultimo nei primi anni di vita, assegnando loro titoli specifici. Tre delle fasi si verificano entro il primo anno di vita, mentre la quarta fase si concretizza verso la fine del terzo anno di vita o all’inizio del quarto:

  1. Pre-attaccamento.
  2. Attaccamento in fieri.
  3. Attaccamento vero e proprio.
  4. Goal-corrected partnership

Secondo Bowlby, il modo in cui il bambino vive queste fasi dello sviluppo dell’attaccamento influenza la sua autostima. Infatti, tale teoria fornisce un modo per capire come gli attaccamenti sicuri nella prima infanzia possono supportare validamente il futuro sviluppo cerebrale dei bambini.

ATTACCAMENTO SICURO E INSICURO

Quando i bambini hanno un attaccamento sicuro giocano ed esplorano liberamente partendo dalla “base sicura” della presenza della madre. Nel momento in cui la madre si allontana, il bambino può essere angosciato, soprattutto quando è presente un estraneo. Quando la madre ritorna il bambino esprime la sua gioia, a volte da lontano e a volte cercando di essere preso in braccio (i bambini variano, a seconda della loro personalità e del loro temperamento, anche all’interno di un attaccamento sicuro). Poi il bambino si calma rapidamente e torna a giocare.

Le madri che rientrano in questo schema sono reattive, calorose, affettuose e disponibili dal punto di vista emotivo, e di conseguenza i loro bambini crescono fiduciosi nella capacità delle madri di gestire i sentimenti. I bambini si sentono liberi di esprimere apertamente i loro sentimenti positivi e negativi e non sviluppano difese contro quelli spiacevoli.

I bambini con un attaccamento insicuro-evitante sembrano essere indifferenti nei confronti della madre, non sono stressati nel momento in cui questa si allontana e presentano gli stessi comportamenti con un estraneo. Quando la madre ritorna dopo una separazione, il bambino potrebbe evitarla o “non aggrapparsi” se preso in braccio.

Nelle situazioni di attaccamento insicuro-evitante, le madri sembrano spesso arrabbiate in linea generale e, in modo specifico, con i loro bambini. Possono essere intolleranti, a volte punitive, di fronte all’angoscia e spesso attribuiscono le motivazioni sbagliate al bambino, ad esempio: “Piange solo per farmi dispetto”. Uno studio ha dimostrato che i bambini attaccati in modo insicuro sono fisiologicamente turbati (aumento del battito cardiaco, ecc.) quanto i bambini attaccati in modo sicuro quando i genitori se ne vanno, ma hanno imparato a reprimere le loro emozioni per rimanere vicini al genitore senza rischiare il rifiuto. In altre parole, i bambini “disattivano” il loro normale sistema di attaccamento e smettono di cercare aiuto nella madre.