Occupazione al Top e Ripresa Economica: l’Italia c’è 

da | 2 Ago 2023 | Economia, Idee per Tesi di Laurea

I dati ISTAT, la cui ultima rilevazione risale a giugno 2023, mostrano come i KPI macroeconomici generali vadano tutti a gonfie vele, trainati dal lavoro femminile.

L’occupazione, per tutte le fasce d’età e in particolare modo per i lavoratori dipendenti, cresce facendo registrare una maggiorazione di circa 82 mila nuovi posti di lavoro. A “soffrire” leggermente è la categoria dei lavoratori autonomi. 

Prendendo in esame l’incremento occupazionale rispetto al 2022 si registra un +385 mila occupati, dato senza dubbio importante considerando che si sta pian piano venendo fuori da una crisi economica importante, che ha avuto il suo culmine con lo scoppio della pandemia a marzo del 2020. 

Il lavoro, in considerazione dei dati macroeconomici in analisi, rappresenta un motore fondamentale per l’economia di ciascun Paese, soprattutto per quello della nostra penisola. Avere anche solo un aumento percentuale di occupati in più in Italia vorrebbe dire crescita stimata del Pil futuro e, laddove possibile, diminuzione del tasso di disoccupazione.

I macro-segmenti analizzati sono il volano per la crescita economica tanto auspicata dai principali esperti del settore (Brucchi, 2001). La crescita occupazionale rappresenta un aspetto determinante per il tessuto economico di una nazione tant’è che i nuovi posti di lavoro influenzerebbero sicuramente i consumi, grazie ai redditi percepiti dai neo lavoratori. 

Proprio i consumi rappresentano una delle componenti della ricchezza di un Paese, la quale può essere così sintetizzata:

Y= C+I+G

dove: Y è il reddito, C i consumi, I gli investimenti e G la spesa pubblica.

Il salario, quindi, è una caratteristica fondamentale del lavoro in quanto incide sia sul lato della domanda che sul lato dell’offerta. Attraverso il mercato del lavoro si definiscono le variabili che entrano in gioco nel rapporto tra impresa e lavoratore. 

A tal proposito è fondamentale sottolineare l’importanza del lavoro femminile, il quale è in continua crescita e rappresenta un aspetto rilevante sullo sviluppo occupazionale. Nonostante le donne siano sempre più prese in considerazione nei vari contesti lavorativi, è ancora troppo ampio il divario tra uomo e donna in relazione ai ruoli di vertici ricoperti nelle aziende. A determinare in maniera rilevante il divario tra i due sessi c’è la maternità e la cura della donna per la famiglia.

Proprio a tal riguardo il legislatore ha voluto apportare dei significativi correttivi al fine di garantire sempre più la parità di genere tra uomo e donna (artt. 3 e 37 Cost.; L. n. 903/1977; D.L. n. 791/1981, art. 6; L. n. 108/1990, art. 4, co. 2; L. n. 125/1991; D. Lgs. n. 151/2001, art. 3, cc. 2 e 3; Direttiva 2006/54/CE).

Il percorso è ancora lungo ma la strada tracciata sembra quella buona.