Reddito di Cittadinanza: Politica Attiva o Assistenzialismo?

da | 2 Ago 2023 | Economia, Idee per Tesi di Laurea

Il reddito di cittadinanza rappresenta un sussidio istituito in Italia grazie al Decreto-legge del 28 gennaio 2019, n. 4. Il provvedimento venne preso dal Governo Conte ed  è ideato dal partito del Movimento 5 Stelle. L’obiettivo era quello di divenire un ammortizzatore sociale, essendo un reddito minimo garantito, il quale differisce dal reddito di base (S. Giubboni – Legge 28 marzo 2019, n. 26. Commentario aggiornato ai decreti “Cura Italia” e “Rilancio”).

Le caratteristiche principali del reddito di cittadinanza sono le seguenti:

  • Non è universale, ossia viene corrisposto solo agli inoccupati, ai disoccupati o a quella tipologia di lavoratori con un livello di Isee inferiore ad una certa soglia minima;
  • Non è condizionato, nel senso che esistono una serie di adempimenti come l’iscrizione ad un centro per l’impiego;
  • Non è di stampo individuale, in quanto subisce delle variazioni a fronte del nucleo familiare;
  • Non è automatico, in quanto viene erogato solo sulla base di dati oggettivi (ISEE in prima battuta).

Il tema reddito di cittadinanza è valevole anche per i cittadini stranieri che presentano un regolare permesso di soggiorno, con residenza sul territorio italiano da almeno dieci anni. Una volta confermati i requisiti stabiliti dalla legge, l’Inps consegna una carta prepagata con la quale sarà possibile pagare o prelevare, limitatamente al tetto mensile stabilito.

A riguardo molto importante è quanto stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza del 25 gennaio 2022, n. 19, la quale sottolinea che:

il reddito di cittadinanza, pur presentando anche tratti propri di una misura di contrasto alla povertà, non si risolve in una provvidenza assistenziale diretta a soddisfare un bisogno primario dell’individuo, ma persegue diversi e più articolati obiettivi di politica attiva del lavoro e di integrazione sociale. A tale sua prevalente connotazione si collegano coerentemente la temporaneità della prestazione e il suo carattere condizionale, cioè la necessità che ad essa si accompagnino precisi impegni dei destinatari, definiti in Patti sottoscritti da tutti i componenti maggiorenni del nucleo familiare (salve le esclusioni di cui all’art. 4, commi 2 e 3, del d.l. n. 4 del 2019). È inoltre prevista la decadenza dal beneficio nel caso in cui un solo componente non rispetti gli impegni (art. 7, comma 5, del d.l. n. 4 del 2019)”.

Il beneficiario della prestazione viene contattato dal centro per l’impiego per sottoscrivere questo accordo definito Patto Sociale finalizzato all’ingresso dell’individuo nel mondo del lavoro. L’obiettivo del reddito di cittadinanza è quello di contrastare la povertà favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro.

L’utilizzo improprio della misura, affiancata dai numerosi esborsi economici che lo Stato ha dovuto affrontare, ha fatto sì che il Governo attuale bloccasse la legge. Il reddito di cittadinanza, infatti, da giorno 01 gennaio 2024 non verrà più erogato. La notizia ha generato un malcontento generale che di certo provocherà degli strascichi non indifferenti nel futuro prossimo della legislazione attuale.