Riscaldamento Globale e Cambiamento Climatico

da | 18 Lug 2023 | Economia, Idee per Tesi di Laurea

Il riscaldamento globale rappresenta il riscaldamento a lungo termine della superficie terrestre osservato a partire dal periodo preindustriale (tra il 1850 e il 1900) riconducibile alle attività umane, in primo luogo la combustione di combustibili fossili, che aumentano i livelli di gas a effetto serra nell’atmosfera terrestre. Questo termine non è interscambiabile con il concetto di “cambiamento climatico”.

Dal periodo preindustriale, si stima che le attività umane abbiano aumentato la temperatura media globale della Terra di circa 1 grado Celsius (1,8 gradi Fahrenheit), un numero che attualmente sta aumentando di oltre 0,2 gradi Celsius (0,36 gradi Fahrenheit) ogni decennio. L’attuale tendenza al riscaldamento è inequivocabilmente il risultato dell’attività umana a partire dagli anni Cinquanta e procede a un ritmo senza precedenti nei millenni.

Il concetto di cambiamento climatico comprende il riscaldamento globale, sebbene si riferisca alla più ampia gamma di cambiamenti che stanno avvenendo sul nostro pianeta. Tra questi, l’innalzamento del livello dei mari, la riduzione dei ghiacciai montuosi, l’accelerazione dello scioglimento dei ghiacci in Groenlandia, Antartide e Artico e lo spostamento dei cicli di fioritura delle piante. Sono tutte conseguenze del riscaldamento, causato principalmente dall’uomo che brucia combustibili fossili ed emette nell’aria gas che catturano il calore.

L’uomo è il solo responsabile del riscaldamento globale. A tale riguardo, è stato dimostrato dagli esperti di climatologia che l’uomo è responsabile di quasi tutto il riscaldamento globale registrato negli ultimi 200 anni. Le attività umane (uso della benzina per guidare l’auto o del carbone per riscaldare gli ambienti; disboscamento dei terreni e abbattimento delle foreste che causano il rilascio dell’anidride carbonica; l’energia, l’industria, i trasporti, l’agricoltura e lo sfruttamento del suolo che generano gas serra) stanno causando l’emissione di gas serra che stanno riscaldando il mondo più velocemente che in qualsiasi altro momento degli ultimi duemila anni.

È opinione comune che il cambiamento climatico significhi principalmente temperature più calde. Tuttavia, l’aumento delle temperature è solo il punto di partenza del fenomeno. Poiché la Terra è un sistema, in cui tutto è collegato, i cambiamenti in un’area possono influenzare i cambiamenti in tutte le altre.

Le conseguenze del cambiamento climatico – secondo il Centro regionale di informazione delle Nazioni Unite – includono siccità intense, scarsità d’acqua, frequenti e rovinosi incendi, innalzamento del livello del mare, inondazioni, scioglimento dei ghiacci polari, tempeste disastrose e diminuzione della biodiversità, oltre a povertà e aumento delle migrazioni.

Secondo il Copernicus Climate Change Service dell’Unione europea, quello del 2023 è stato il giugno più caldo della storia a livello globale. A tal riguardo, infatti, le temperature della superficie terrestre hanno fatto registrare un’anomalia di 0,5 C° superiore alla media 1991-2020. Altresì, sempre Copernicus ha comunicato che giugno 2023 ha registrato un record anche relativamente alle temperature della superficie degli oceani.

Ci si trova dinanzi a una sfida enorme che, tuttavia, pare non interessare nessuno, nonostante si conoscano molte SOLUZIONI, alcune delle quali possono offrire benefici economici, migliorando le condizioni di vita e proteggendo l’ambiente. Vi sono anche framework e accordi globali che fungono da guida per il progresso, come gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l’Accordo di Parigi.

Il passaggio dei sistemi energetici dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, come il solare o l’eolico, ridurrà le emissioni che determinano il cambiamento climatico. Però occorre agire subito.

Un numero crescente di Paesi si sta impegnando a ridurre le emissioni a zero entro il 2050, ma per mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5°C le emissioni devono essere dimezzate già entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo è necessario ridurre enormemente l’uso di carbone, petrolio e gas: oltre due terzi delle attuali riserve accertate di combustibili fossili dovrebbero essere mantenute nel terreno entro il 2050 per evitare cambiamenti climatici catastrofici.

L’azione per il clima richiede investimenti finanziari significativi da parte di governi e imprese e il mancato intervento a favore del clima è sicuramente molto più costoso.