Uno, Nessuno e Centomila: i Numerosi Volti dell’Uomo

da | 6 Ago 2023 | Idee per Tesi di Laurea, Letteratura

Uno, nessuno e Centomila è senza dubbio una delle opere più conosciute di Luigi Pirandello.

Tale opera riesce puntualmente a mettere alla luce il pensiero dell’autore. Infatti, è lo stesso Pirandello a  definire quest’opera come il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”.

Il protagonista dell’opera, Vitangelo Moscarda, può certamente reputarsi come uno dei suoi personaggi più articolati e complessi.

In quest’opera Pirandello affronta un tema molto delicato, ossia l’“io” di ogni essere umano, alle volte messo a dura prova da un evento casuale come succede a Vitangelo, il quale, alla fine, si ritroverà con il proprio “io” frammentato nei suoi “centomila” alter ego.

Quest’opera ci pone dinanzi al fatto che ognuno di noi ha di sé stesso la propria visione, visione che è diversa agli occhi delle altre persone e che non si palesa come un qualcosa di fisso, bensì di fluttuante, in costante mutamento.

Il titolo dell’opera è piuttosto chiarificatore:

  • UNO: raffigura l’immagine che ogni persona ha di sé;
  • NESSUNO: è ciò che il protagonista sceglie di essere alla fine del romanzo;
  • CENTOMILA: indica le immagini innumerevoli che gli altri hanno di noi.

L’immagine di noi viene ri-tratteggiata da quello che vedono gli altri di noi, sulla base dei nostri comportamenti.

A quanti è capitato di non sentirsi capiti? Di aver dato una immagine di sé totalmente diversa da quello che è nella realtà? E quanti di noi, per questo, ne hanno sofferto? Sicuramente la risposta è affermativa.

Ebbene, il dramma del protagonista della storia ha inizio da una frase della moglie:

– Che fai? – mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio. – Niente, – le risposi, – mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino. Mia moglie sorrise e disse: – Credevo ti guardassi dalla parte che ti pende. Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda: – Mi pende? A me? Il naso? E mia moglie, placidamente: – Ma sì, caro. Guardatelo bene: ti pende verso destra.”

Sentendo queste frasi Vitangelo si rende conto che la percezione che ha di sé è differente da quella che la moglie ha di lui. Ciò lo devasta e da lì inizia a capire che tutte le persone hanno una visione soggettiva di ciò che le circonda e proprio per questa ragione un uomo non è “uno” agli occhi degli altri, bensì “centomila” differenti personalità.

Dunque, l’esistenza dell’uomo va, a mano a mano, perdendo di colore fino ad annullarsi del tutto, dal momento che non si è valutati per ciò che si è (o si pensa di essere). Ecco allora che le “centomila” immagini di noi che vedono gli altri sono in grado di frammentare l’essenza umana, la quale capitola diventando “nessuno”.

Con tale romanzo Pirandello fa vacillare le convinzioni, talvolta fin troppo statiche e sicure, che l’uomo ha di sé stesso, evidenziando che nella vita è tutto uno scorrere di eventi, tutto si muove e, di conseguenza, anche le opinioni degli altri, e l’essere umano non può certo modificarle.

Vitangelo crolla in una profonda crisi, follemente ossessionato dall’idea che gli altri non riusciranno mai a vedere la sua vera natura e, forse, neanche lui stesso ci riuscirà mai. Estremamente turbato da tutto ciò, rigetta la sua identità annullandola del tutto: trascorrerà il resto della sua vita in manicomio, dove diventa il sig. “nessuno”.